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Vincenzo De Rosa e ciò che precede la costruzione di un percorso imprenditoriale
Dalle prime esperienze nel contesto familiare alle scelte che orientano una visione d’impresa
All’interno della rubrica BeforeTalk, il racconto si concentra sulla fase che precede la definizione di un progetto imprenditoriale, mettendo in luce i passaggi meno visibili che contribuiscono a costruire consapevolezza, determinazione e direzione nel tempo.
Latina – Il percorso di Vincenzo De Rosa prende forma all’interno dell’azienda di famiglia, dove le prime esperienze si sviluppano nella gestione delle attività commerciali e nel rapporto diretto con il cliente. Il ruolo nella gestione delle vendite e degli acquisti nei settori della telefonia e dell’informatica rappresenta un primo spazio di apprendimento, in cui la conoscenza operativa si costruisce attraverso il confronto quotidiano con il mercato. In questa fase iniziale si definiscono le basi di un approccio al lavoro fondato sulla presenza diretta, ma anche su una ricerca progressiva di direzione che non si presenta immediatamente in modo lineare.
Le esperienze che precedono la definizione di una direzione
Il passaggio in contesti più strutturati introduce una fase di crescita che amplia il perimetro delle competenze. L’esperienza in Philip Morris International porta a confrontarsi con modelli organizzativi orientati alle performance, in cui il lavoro si sviluppa attraverso obiettivi definiti e una costante attenzione ai risultati. In questo contesto, il percorso si arricchisce attraverso il confronto con dinamiche complesse, contribuendo a costruire una maggiore consapevolezza nella gestione del tempo, delle risorse e delle priorità, anche quando i risultati non arrivano con immediatezza.
Il valore delle fasi meno visibili
Le esperienze maturate tra contesti diversi contribuiscono a definire un metodo che prende forma prima ancora della nascita di un progetto imprenditoriale. Il coinvolgimento in attività operative, la gestione delle relazioni e il confronto con obiettivi sfidanti rappresentano passaggi che incidono in modo significativo sul modo di affrontare il lavoro. Queste fasi, spesso meno evidenti, si sviluppano anche attraverso momenti di indecisione e tentativi che non trovano subito una direzione concreta, in cui la difficoltà riguarda la capacità di trasformare le idee in azione. In questo passaggio emerge una presa di consapevolezza che segna un cambio di approccio, orientando le scelte verso una costruzione più definita.
Dalla preparazione alla nascita di un progetto
Su queste basi prende forma Shurity, realtà fondata con l’obiettivo di sviluppare soluzioni per il trattamento e l’erogazione dell’acqua. Il progetto nasce come evoluzione di un percorso costruito nel tempo, in cui le esperienze precedenti trovano una sintesi in una visione più definita. L’avvio dell’impresa rappresenta anche il superamento di una fase in cui la direzione non era ancora pienamente consolidata, trasformando l’incertezza in una scelta più strutturata e orientata al lungo termine.
Un percorso che prende forma nel tempo
L’attività di Shurity si sviluppa in un settore che richiede attenzione alla qualità del prodotto e alla costruzione di relazioni commerciali solide. Il percorso imprenditoriale si consolida attraverso una crescita progressiva, mantenendo un legame diretto con le esperienze che lo hanno preceduto. Il risultato visibile è il frutto di una fase iniziale fatta di tentativi, scelte e momenti di ridefinizione, che continuano a influenzare il modo di fare impresa.
Vismarcorp riconosce in Vincenzo De Rosa un percorso in cui la fase iniziale, spesso meno visibile, contribuisce in modo determinante alla costruzione di un progetto imprenditoriale, evidenziando il valore delle esperienze che precedono la definizione di una visione.
Di seguito l’intervista.
- All’inizio del tuo percorso, c’è stato un momento in cui hai messo in dubbio la scelta di andare avanti e cosa ti ha spinto a continuare?
“All’inizio del mio percorso ci sono stati diversi momenti di dubbio, soprattutto quando i risultati tardavano ad arrivare e le difficoltà sembravano più grandi delle risorse a disposizione. In quei momenti è normale chiedersi se si stia andando nella direzione giusta.
Ciò che mi ha spinto a continuare è stata una combinazione di visione e responsabilità: da un lato la convinzione di star costruendo qualcosa di concreto e con valore, dall’altro il senso di responsabilità verso il progetto e le persone coinvolte.”
- Quali sono state le difficoltà più significative che hai incontrato prima di raggiungere una stabilità professionale o imprenditoriale?
Le difficoltà più significative sono state sicuramente legate alla fase iniziale, soprattutto dal punto di vista economico. Partire da zero significa affrontare ogni scelta con risorse limitate e con la consapevolezza che i risultati non sarebbero arrivati nell’immediato.
La vera sfida è stata proprio questa: accettare fin dall’inizio che sarebbero serviti anni di lavoro, sacrifici e costanza prima di costruire una realtà solida e strutturata.
In quel periodo è fondamentale mantenere lucidità e visione, perché è facile scoraggiarsi. Ma se si riesce a superare quella fase, si costruiscono le basi più forti su cui far crescere tutto il resto.
- In che modo l’incertezza e il rischio hanno influito sul tuo modo di prendere decisioni nei primi anni?
“Nei primi anni l’incertezza ha avuto un impatto molto forte sul mio modo di prendere decisioni, avevo moltissimi progetti ma non ne avviavo neanche uno. Ero in una fase della mia vita in cui cambiavo idea continuamente, senza una direzione davvero concreta, e questo mi faceva sentire poco realizzato.
Proprio durante la nascita dell’idea di Shurity mi sono reso conto di questa situazione di ‘inconcretezza’. È stato un momento di svolta: ho capito che dovevo smettere di inseguire nuove idee ogni giorno e iniziare a costruire qualcosa fino in fondo.
Da lì ho preso una decisione chiara: questa idea doveva diventare realtà, senza fermarmi al primo ostacolo. L’incertezza non è sparita, ma è diventata uno stimolo a essere più determinato e disciplinato nelle scelte”
- Guardando indietro, quanto hanno inciso gli errori o i momenti di fatica nel costruire il tuo modo di lavorare oggi?
“Gli errori e i momenti di fatica hanno inciso moltissimo nel costruire il mio modo di lavorare di oggi. Credo che siano una parte fondamentale del percorso, perché è proprio attraverso gli errori che si acquisisce consapevolezza.
Ogni errore ti mette davanti a un limite: se lo analizzi davvero, ti dà la possibilità di migliorare e di non ripeterlo. Nel tempo, questo processo ti rende più lucido nelle decisioni, più strutturato nel metodo e più veloce nel riconoscere le situazioni critiche.
Oggi molte delle scelte che prendo sono il risultato diretto di quegli errori: senza di essi, probabilmente non avrei lo stesso approccio né la stessa solidità”
- C’è stato un passaggio particolare in cui hai capito che il percorso stava cambiando direzione, anche senza avere certezze immediate?
“Sì, c’è stato un momento molto preciso: il primo trasferimento in un capannone di 400 mq, dopo poco più di un anno di attività. Fino a quel punto era tutto ancora in fase iniziale, con tante incertezze e poche certezze concrete.
Quel passo ha rappresentato un cambio di mentalità prima ancora che di spazio. Non avevo ancora la sicurezza dei risultati, ma stavo già facendo una scelta da azienda strutturata, non più da fase di prova.
È stato lì che ho capito che il percorso stava prendendo una direzione diversa: stavo iniziando a costruire qualcosa di reale, assumendomi rischi più grandi e guardando al lungo termine”
- Che messaggio ti sentiresti di condividere con chi si trova oggi in quella fase iniziale, fatta di dubbi e scelte ancora aperte?
“La vita è una, e alcune opportunità passano una volta sola. Il mio consiglio è di non restare aggrappati a situazioni sicure ma che non danno soddisfazione.
Se hai un’idea o un progetto in cui credi davvero, devi provare a metterlo in pratica. All’inizio ci saranno dubbi, paura e incertezza, è inevitabile. Ma è proprio lì che si fa la differenza.
Se ci credi fino in fondo e sei disposto a lavorarci con costanza, il risultato arriva. Magari non subito, magari in forme diverse da quelle immaginate, ma arriva”
Ringraziamo Vincenzo De Rosa per aver condiviso la fase iniziale del suo percorso e rinnoviamo il nostro apprezzamento per il contributo che offre nel raccontare ciò che precede la costruzione di un progetto imprenditoriale.