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Elica Srl, Roberta Minervini

Roberta Minervini e la costruzione di una guida nel settore marittimo

Roberta Minervini racconta una crescita professionale maturata nel porto di Brindisi, dove l’impresa familiare si lega alla cultura del mare e alla guida di Elica Srl.

All’interno della rubrica LeadHerTalk, il racconto si concentra sul percorso di donne che ricoprono ruoli di responsabilità, mettendo in luce le sfide affrontate e il modo in cui costruiscono la propria posizione nel tempo.

Brindisi – Il percorso di Roberta Minervini prende forma nel settore marittimo, in un ambiente in cui il lavoro portuale appartiene alla storia personale e professionale. La formazione in economia e attività marittime accompagna una crescita sviluppata a stretto contatto con le dinamiche dello shipping, fino al ruolo di CEO e agente marittimo raccomandatario presso Elica Srl.

Il legame con il padre, comandante e uomo di mare, contribuisce a definire il suo modo di vivere la professione. Da questa origine nasce una conoscenza del settore costruita attraverso l’esperienza diretta, tra attività operative e rapporto quotidiano con il sistema portuale.

Il porto come spazio di crescita

Nel percorso di Roberta Minervini, il porto diventa un luogo in cui la competenza si forma attraverso il confronto con situazioni diverse. Le attività marittime richiedono capacità di lettura e rapidità nelle decisioni, perché lo shipping si muove dentro scenari che cambiano con grande velocità.

La guida di un’agenzia marittima nasce da questo contesto. Il ruolo richiede una presenza capace di sostenere il team e di dare continuità al lavoro anche nei passaggi più delicati, mantenendo una direzione riconoscibile nella gestione delle attività.

Una presenza femminile in un settore tecnico

Il percorso di Roberta Minervini si inserisce in un ambito storicamente segnato da una forte presenza maschile. La sua affermazione professionale nasce dal lavoro svolto sul campo, dove la credibilità si consolida attraverso il modo in cui si affrontano responsabilità e decisioni.

La sua esperienza racconta anche un cambiamento più ampio nel settore. La presenza di donne in ruoli di guida nello shipping e nella logistica contribuisce ad ampliare lo sguardo professionale su un ambito tecnico, rendendo più visibili percorsi che possono aprire nuove possibilità anche per le giovani professioniste.

Elica Srl e una visione legata alla Blue Economy

La guida di Elica Srl rappresenta un passaggio centrale nel percorso di Roberta Minervini. L’azienda diventa il luogo in cui la storia familiare trova continuità in una responsabilità imprenditoriale vissuta dentro le dinamiche del porto e del territorio.

Il suo interesse per la Blue Economy amplia ulteriormente questa prospettiva, collegando il settore marittimo a una visione di sviluppo capace di coinvolgere imprese, comunità professionali e nuove generazioni.

Vismarcorp riconosce in Roberta Minervini un percorso che mette in evidenza la capacità di costruire autorevolezza in un settore complesso, contribuendo alla valorizzazione della presenza femminile nel mondo marittimo.

Di seguito l’intervista.

 

  1. Nel tuo percorso professionale, qual è stato il passaggio che ha segnato maggiormente il tuo modo di guidare un’organizzazione o una squadra?

“Il passaggio che ha segnato maggiormente il mio modo di guidare un’organizzazione è stato comprendere che, nel nostro settore, non si gestiscono solo operazioni ma persone, responsabilità e fiducia.

Lavorando ogni giorno tra porto, logistica e trasporti, ho imparato che la leadership non può essere rigida: deve essere presente, dinamica e capace di adattarsi rapidamente ai cambiamenti.

La vera svolta è arrivata quando ho iniziato a vedere il team non come un insieme di ruoli, ma come una rete di competenze e relazioni da valorizzare.

Essere parte di un’azienda familiare mi ha insegnato il valore del sacrificio, della continuità e della presenza costante, mentre il confronto con istituzioni, clienti e operatori del settore mi ha fatto capire quanto sia importante ascoltare prima di decidere.

Oggi credo in una guida basata su responsabilità condivisa, fiducia reciproca e capacità di trasmettere visione. Perché nelle organizzazioni, soprattutto in quelle che operano in contesti complessi come il mare e la logistica, le persone danno il meglio quando sentono di far parte di qualcosa che ha direzione, valore e identità”

 

  1. Nel tuo ruolo, quali sono state le principali sfide legate al contesto professionale e come inciso hanno sul tuo modo di lavorare e di prendere decisioni?

“Nel mio ruolo le principali sfide sono legate soprattutto alla velocità con cui cambiano gli scenari operativi, economici e geopolitici del settore marittimo e logistico.

Chi lavora nello shipping sa che ogni decisione deve tenere insieme tempi, sicurezza, costi, normative e gestione delle persone, spesso in situazioni che richiedono risposte immediate.

Un’altra sfida importante è stata affermare una leadership autorevole in un settore storicamente molto tecnico e prevalentemente maschile. Questo mi ha insenato che la credibilità si costruisce ogni giorno attraverso competenza, presenza e capacità di mantenere equilibrio anche sotto pressione”.

 

  1. Come descriveresti il tuo stile di leadership e in che modo si è evoluto nel tempo, anche in relazione alle persone con cui lavorano ogni giorno?

“Credo in una guida che sappia dare direzione, ma anche creare fiducia e coinvolgimento all’interno del team. Nel mio settore non basta coordinare operazioni: bisogna essere un punto di riferimento nei momenti complessi, mantenendo lucidità, rapidità decisionale e capacità di ascolto.

Nel tempo il mio modo di guidare si è evoluto molto. All’inizio tendevo a concentrarmi soprattutto sull’efficienza e sulla risoluzione immediata dei problemi; oggi ho compreso che i risultati migliori si ottengono quando le persone si sentono valorizzate, responsabilizzate e parte di una visione comune.

Lavorare ogni giorno con figure diverse — operatori portuali, clienti, istituzioni, collaboratori e professionisti della logistica — mi ha insegnato quanto sia importante adattare il linguaggio e l’approccio alle persone che si hanno davanti, senza perdere autenticità.

Oggi considero la leadership non come una posizione, ma come la capacità di generare fiducia, trasmettere energia positiva e creare un ambiente in cui competenza, rispetto e collaborazione possano crescere insieme.”

 

  1. Secondo la tua esperienza, quali elementi fanno oggi la differenza nella guida di un’azienda o di un team, soprattutto in contesti in continuo cambiamento?

“Secondo la mia esperienza, oggi fanno davvero la differenza tre elementi: visione, capacità di adattamento e qualità delle relazioni umane.

Viviamo in un contesto in cui tutto cambia molto rapidamente — mercati, tecnologie, normative, scenari geopolitici — e questo vale ancora di più nel mondo dello shipping, dei porti e della logistica. In situazioni così dinamiche, guidare un’azienda o un team significa saper prendere decisioni rapide senza perdere la direzione strategica.

La capacità di adattarsi è fondamentale, ma non basta. Serve anche una leadership capace di trasmettere stabilità e fiducia alle persone, soprattutto nei momenti complessi. I team oggi hanno bisogno di sentirsi coinvolti, ascoltati e parte di un progetto chiaro.

Credo inoltre che faccia la differenza la capacità di creare connessioni: tra persone, competenze, istituzioni e territori. Le aziende che funzionano meglio sono quelle che non lavorano in modo isolato, ma costruiscono reti, collaborazione e visione condivisa.

Infine, penso che oggi sia essenziale guidare con autenticità. Le persone riconoscono immediatamente chi comunica solo ruoli e chi invece mette passione, presenza e responsabilità reale in ciò che fa. Ed è proprio questo che crea credibilità nel lungo periodo.”

 

  1. C’è un momento, una figura o un passaggio professionale che ha contribuito in modo particolare a definire il tuo percorso di crescita?

“Sicuramente il contesto familiare e il mare hanno avuto un ruolo fondamentale nel mio percorso di crescita.

Essere cresciuta in una realtà legata allo shipping mi ha permesso di comprendere fin da subito il valore della responsabilità, del sacrificio e della continuità. La figura di mio padre, comandante e uomo di mare, ha influenzato profondamente il mio modo di vivere il lavoro: mi ha trasmesso rispetto per il mare, disciplina e capacità di affrontare le difficoltà con lucidità e concretezza.

Un altro passaggio importante è stato iniziare a confrontarmi direttamente con il mondo operativo del porto, con clienti, equipaggi, istituzioni e dinamiche internazionali. È lì che ho capito quanto questo settore richieda non solo competenze tecniche, ma anche equilibrio, rapidità decisionale e capacità relazionale.

Anche l’impegno nelle attività associative e nei progetti legati alla Blue Economy ha contribuito molto alla mia crescita personale e professionale, perché mi ha dato la possibilità di ampliare la visione del settore, creando connessioni tra mare, territorio, giovani e sviluppo.

Più che un singolo momento, credo sia stato un percorso fatto di esperienze, responsabilità e incontri che, passo dopo passo, hanno costruito il mio modo di lavorare e la mia identità professionale.”

 

  1. Nel suo percorso professionale ha vissuto o sta vivendo situazioni legate alla disparità di genere? In che modo le ha affrontate o le affronta oggi e come osserva l’evoluzione del mercato rispetto al tema della parità tra uomini e donne?

“Sì, nel mio percorso professionale mi è capitato di confrontarmi con situazioni legate alla disparità di genere, soprattutto in un settore come quello marittimo e logistico, che storicamente è stato prevalentemente maschile.

All’inizio ho percepito spesso la necessità di dover dimostrare qualcosa in più per vedere riconosciute competenze e autorevolezza. In alcuni contesti, essere una donna giovane nel mondo portuale significava entrare in ambienti dove l’ascolto e la credibilità non erano automatici, ma andavano conquistati sul campo.

Ho affrontato queste situazioni puntando sempre sulla preparazione, sulla presenza costante e sulla capacità di costruire relazioni professionali solide. Ho imparato che la credibilità non si impone, ma si consolida nel tempo attraverso il lavoro quotidiano, la coerenza e i risultati.

Oggi vedo sicuramente un’evoluzione positiva. Sempre più donne ricoprono ruoli di responsabilità nello shipping, nella logistica e nei porti, portando competenze, visione e nuovi modelli di leadership. Tuttavia, credo che il vero obiettivo non debba essere semplicemente “fare spazio” alle donne, ma creare contesti in cui il talento venga riconosciuto indipendentemente dal genere.

La parità reale si costruisce soprattutto attraverso cultura, educazione e opportunità. Per questo ritengo importante anche testimoniare la propria esperienza: perché vedere donne presenti, competenti e autorevoli in questi settori può aiutare altre ragazze a immaginarsi in ruoli che fino a qualche anno fa sembravano lontani.”

 

  1. Che consiglio daresti a una giovane professionista che oggi si affaccia a ruoli di responsabilità o aspira a costruire un percorso di leadership?

“Direi di non avere paura di occupare spazio con la propria competenza, la propria voce e la propria visione.

Spesso le donne tendono a sentirsi “pronte” solo quando credono di dover dimostrare tutto perfettamente, ma la leadership non nasce dalla perfezione: nasce dalla capacità di assumersi responsabilità, imparare continuamente e affrontare le difficoltà senza perdere autenticità.

Consiglierei di investire molto nella preparazione, perché la competenza dà sicurezza e libertà decisionale, ma anche di coltivare relazioni, ascolto ed empatia. Oggi guidare non significa soltanto dirigere, ma creare fiducia, connessioni e valore per le persone che lavorano con noi.

Suggerirei inoltre di non rinunciare alla propria identità per adattarsi a modelli di leadership costruiti in passato. Ogni persona può guidare in modo diverso: con autorevolezza, sensibilità, visione e capacità di fare squadra.

Infine, direi di avere coraggio. I percorsi professionali più importanti spesso iniziano proprio quando si accetta di uscire dalla propria zona di comfort. E anche nei momenti più complessi, è fondamentale ricordare che determinazione, passione e coerenza nel tempo fanno sempre la differenza.”

 

Ringraziamo Roberta Minervini per aver condiviso il suo percorso e per il contributo che porta al settore marittimo, attraverso una guida autorevole costruita sul campo.