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Igor Nastic e Graziano Castelli. La formazione che evolve dietro Ticino Coaching
La storia di Igor Nastic e Graziano Castelli presenta l’evoluzione di Ticino Coaching, un centro dedicato alla crescita professionale che unisce esperienza educativa e metodi partecipativi per sostenere persone e organizzazioni in un contesto in trasformazione.
Bellinzona – L’evoluzione di Ticino Coaching nasce dall’incontro tra due percorsi sviluppati in ambiti differenti che oggi convergono in un progetto dedicato alla crescita delle persone e allo sviluppo professionale. Igor Nastic e Graziano Castelli guidano questa realtà con una sensibilità maturata negli anni, costruita attraverso esperienze che hanno ampliato la loro capacità di leggere i comportamenti e interpretare le dinamiche che caratterizzano il territorio ticinese.
Il percorso di Igor Nastic
La storia professionale di Igor Nastic prende forma nelle aule scolastiche e si sviluppa attraverso esperienze che hanno progressivamente ampliato il suo sguardo sulla società e sull’essere umano. L’insegnamento nelle scuole ticinesi, a livello cantonale e in diversi ordini scolastici, ha consolidato un approccio centrato sulla relazione educativa, sull’ascolto e sullo sviluppo del potenziale individuale. Parallelamente, la collaborazione con RSI come giornalista sportivo ha introdotto una prospettiva legata all’osservazione dei fenomeni sociali, alla lettura della performance e alla costruzione di narrazioni capaci di dare senso alle esperienze umane, sportive e professionali. Un ruolo fondamentale nel suo percorso è giocato da oltre trent’anni di sport di competizione: dal nuoto al nuoto in acque libere, fino ai triathlon di lunga distanza, con la partecipazione a diversi Ironman delle Hawaii e a numerose swimrun. Esperienze vissute spesso in condizioni estreme, che hanno forgiato resilienza, spirito d’avventura e la capacità di muoversi consapevolmente fuori dalla comfort zone, trasformando la sfida in apprendimento. Le esperienze maturate nel CPT di Bellinzona e nella Swiss Connect Academy di Zurigo hanno ulteriormente rafforzato le sue competenze nella progettazione formativa, con percorsi che integrano crescita personale, leadership e sviluppo professionale. Dal 2015 è CEO e senior trainer di Ticino Coaching, realtà che guida con una visione orientata alla performance umana, alla consapevolezza e all’evoluzione delle persone e delle organizzazioni in un contesto in continua trasformazione. In questo quadro si inserisce anche il suo lavoro come leadership trainer e performance coach, dove convergono formazione, accompagnamento umano e sport nella sua accezione più ampia.
Il percorso di Graziano Castelli
Graziano Castelli è un formatore specializzato in soft skills con una missione chiara: aiutare le persone a sbloccare il proprio potenziale attraverso comunicazione, motivazione e consapevolezza.
Il suo lavoro combina esperienza vissuta, intuizione e un approccio pragmatico che porta i partecipanti a trasformare immediatamente ciò che imparano in comportamenti concreti. Negli anni ha sviluppato una competenza distintiva: leggere l’energia dei gruppi e adattare in tempo reale il proprio intervento. Osserva micro-segnali, coglie similitudini con situazioni reali e porta storie, esempi ed esercizi capaci di creare impatto emotivo e chiarezza mentale. È questo mix – empatia, sintesi e motivazione – che porta spesso i corsisti a descrivere le sue giornate come “oltre le aspettative”. Una serie di esperienze personali e professionali che hanno forgiato il suo stile: informatico programmatore senior, consulente assicurativo, pluriennale esperienza di docenza presso scuole professionali Ticinesi, la creazione di un brand di moda, gestione di situazioni difficili e la capacità di rialzarsi sempre.
Graziano Castelli non insegna teoria: porta esempi vissuti, concreti, autentici. Proprio per questo diventa spesso un riferimento per chi vuole migliorare nelle aree di comunicazione efficace, public speaking, negoziazione e gestione dei conflitti, motivazione personale e mindset, conduzione leadership e mentorship. Graziano crede profondamente che ogni persona abbia una chiave unica per crescere. Il suo talento è trovarla, accenderla e accompagnare il gruppo verso un livello più alto di consapevolezza e performance.
Il suo punto di forza non replicabile: essere l’esempio di ciò che insegna
Il suo metodo: chiarezza, energia, storie potenti, esercizi concreti
Il suo impatto: trasformazioni visibili dei partecipanti
La visione condivisa dentro Ticino Coaching
Ticino Coaching interpreta la formazione come un ambiente che offre strumenti utili a persone e organizzazioni in un contesto caratterizzato da trasformazioni rapide. La missione del centro nasce da una lettura approfondita delle esigenze del mercato del lavoro e dall’idea che la crescita si costruisca attraverso percorsi capaci di unire esperienza umana e consapevolezza professionale. L’incontro tra le competenze di Nastic e Castelli genera un approccio che valorizza il dialogo formativo, la qualità dell’esperienza educativa e la capacità di orientare individui e imprese verso nuovi scenari. Ticino Coaching diventa così un punto di riferimento per chi desidera rafforzare abilità utili nel lavoro e costruire un orientamento solido verso le sfide che stanno emergendo.
Di seguito l’intervista.
- Qual è stata la sfida digitale più significativa che tu o la tua azienda avete affrontato negli ultimi anni, e come l’avete superata?
La sfida digitale più significativa che abbiamo affrontato è stata quella di trasformare un’esperienza maturata all’interno di un’azienda leader nel blended learning in un nuovo modello più flessibile e innovativo. Dopo anni di collaborazione, abbiamo scelto di non lasciarci abbattere dalla fine di quel percorso, ma di valorizzare quanto di buono era stato costruito. Abbiamo quindi implementato i migliori elementi del sistema precedente, delegando a una società specializzata nello sviluppo di soluzioni di blended learning la creazione di una piattaforma ancora più performante, capace di rispondere meglio alle esigenze di personalizzazione e interattività dei nostri utenti.
- Cosa ne pensi delle nuove tecnologie digitali – in particolare dell’AI – e della sua integrazione nei processi aziendali? Quali opportunità credi possa offrire alle imprese e/o quali rischi?
L’intelligenza artificiale rappresenta un fattore destinato a trasformare profondamente i processi aziendali, offrendo velocità, precisione ed efficienza nell’esecuzione delle attività. Per chi ha fatto della formazione continua un pilastro professionale, l’AI sarà un alleato prezioso, capace di liberare tempo e risorse da dedicare ad attività a più alto valore aggiunto.
Al contrario, chi rimarrà ancorato a schemi rigidi o mansioni ripetitive rischia di non coglierne il potenziale. La vera sfida sarà quindi armonizzare competenze umane e digitali, favorendo un dialogo costante tra creatività, pensiero critico e tecnologia. In questo equilibrio nascerà il lavoratore 4.0, capace di distinguersi in un mercato in continua evoluzione.
- Quali competenze e mindset ritieni fondamentali per guidare con successo la trasformazione verso l’Impresa 4.0?
Per guidare con successo la trasformazione verso l’Impresa 4.0 servono competenze solide e, soprattutto, un mindset fluido e adattivo. Mi piace usare la metafora del surfista, ispirata al celebre “Be water, my friend” di Bruce Lee: come un surfista che affronta l’onda, anche il leader di oggi deve saper unire agilità mentale e fisica, capacità di leggere i cambiamenti e di muoversi con equilibrio in contesti imprevedibili.
Serve coraggio per non lasciarsi travolgere dall’onda digitale e una disciplina costante nell’allenamento delle human skills, che sono la vera padronanza della tavola. In altre parole, la tecnologia è l’onda che spinge, ma sono le competenze umane – ascolto, empatia, visione, collaborazione – a determinare la capacità di restare in piedi e di cavalcare il cambiamento con successo.
- Guardando al futuro, quali tecnologie o trend credi avranno il maggiore impatto sul settore industriale nei prossimi 5 anni?
Nei prossimi cinque anni, automazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale continueranno a contendersi il primato come principali motori di trasformazione del settore industriale. Tuttavia, nessuna di queste tecnologie potrà davvero fare la differenza senza essere accompagnata da solide competenze sociali e relazionali. Sarà l’equilibrio tra innovazione tecnologica e intelligenza umana a determinare il vero vantaggio competitivo. In questo senso, la sfida è solo all’inizio: vincerà chi saprà integrare le macchine con la mente e il cuore delle persone.
- C’è un libro, una citazione o un personaggio che ha segnato il tuo percorso da leader, che ti piacerebbe condividere?
Non c’è un solo libro che abbia segnato il nostro percorso, ma una moltitudine di letture che, nel tempo, abbiamo imparato a consultare e ad attraversare anche in modo non lineare. Crediamo che la crescita non derivi da un’unica fonte, ma da un dialogo continuo tra esperienze, riflessioni e ispirazioni diverse.
Ciò che però riteniamo fondamentale è l’importanza di avere un mentore, qualcuno che offra una mentorship attiva e costante, capace di alimentare la nostra evoluzione personale e professionale. Un mentore non deve necessariamente appartenere al nostro stesso settore: a volte è la persona, più che la professione, a essere fonte di ispirazione.
Nel nostro caso, siamo profondamente grati a Davide Ciangherotti, che ci ha dato fiducia e ci ha offerto quella spinta iniziale indispensabile per crescere e credere nel nostro progetto.
- Qual è il consiglio che daresti ai giovani professionisti (o aspiranti imprenditori) che vogliono avvicinarsi al mondo dell’industria digitale?
Il nostro consiglio ai giovani professionisti e agli aspiranti imprenditori è di viaggiare, formarsi e incontrare persone, di aprirsi a nuove culture e modelli di pensiero. Anche le esperienze più semplici, come lo zaino in spalla, possono rivelarsi preziose, perché è nel perdersi e nel ritrovarsi che si sviluppano adattabilità, creatività e resilienza.
Vivendo nello splendore dell’incertezza, si imparano gli strumenti migliori per orientarsi anche nei momenti di crisi.
E infine diamo grande importanza all’attività fisica, non tanto nella dimensione competitiva, quanto come dialogo quotidiano tra mente e corpo, indispensabile per mantenere equilibrio, lucidità e benessere nel proprio percorso professionale.
Ringraziamo Igor Nastic e Graziano Castelli per aver condiviso la loro esperienza e rinnoviamo la nostra stima per il lavoro che Ticino Coaching porta avanti