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Andrea Sarasso

Andrea Sarasso e la visione operativa della crescita nelle organizzazioni contemporanee.

La costruzione di valore come percorso di consapevolezza manageriale

Una leadership che nasce dall’esperienza diretta
Marche – Per Andrea Sarasso la crescita di un’organizzazione prende forma attraverso la capacità di leggere ciò che accade all’interno delle strutture aziendali e di governarne l’evoluzione con lucidità. Oggi Chief Operating Officer di Vesta, opera in una realtà manifatturiera con sede a Castelfidardo, nel cuore del distretto marchigiano, dove tradizione produttiva e cultura industriale convivono con una forte attenzione all’innovazione. Il suo percorso riflette un’idea di impresa fondata sulla comprensione dei processi e sulla responsabilità delle scelte, più che sull’adozione di modelli astratti.

Un percorso costruito tra formazione e pratica manageriale
La formazione economica, completata con un MBA e arricchita da un’esperienza accademica internazionale, ha rappresentato la base su cui si è sviluppata una visione ampia dell’organizzazione. Nel tempo, il lavoro svolto a stretto contatto con imprenditori, manager e funzioni aziendali differenti ha contribuito a rafforzare una capacità di lettura trasversale, utile a comprendere il rapporto tra persone, mercato e struttura produttiva. Un percorso che ha permesso a Sarasso di muoversi con naturalezza tra ambiti diversi, mantenendo sempre una visione unitaria dell’impresa.

Dallo sviluppo dei brand alla guida dei processi
Una parte significativa della sua esperienza professionale si è svolta all’interno del gruppo Rosenthal Sambonet Paderno, dove ha seguito lo sviluppo dei prodotti, la gestione dei brand e il coordinamento delle attività di marketing. In quel contesto ha maturato una profonda attenzione alla coerenza tra identità aziendale, organizzazione interna e posizionamento sul mercato. Un’esperienza che ha contribuito a definire un approccio manageriale orientato alla solidità dei processi e alla valorizzazione delle competenze, elementi che continuano a caratterizzare il suo lavoro.

Il ruolo in Vesta e l’identità dell’azienda
Nel suo attuale incarico di Chief Operating Officer in Vesta, Sarasso applica questo patrimonio di competenze all’interno di un’azienda che rappresenta una delle espressioni più autentiche del Made in Italy manifatturiero. Vesta opera nella progettazione e realizzazione di prodotti per alcuni dei più importanti brand della moda e del lusso, coniugando il sapere artigiano dei propri collaboratori con l’impiego di tecnologie avanzate. Accanto alle produzioni per i grandi marchi, l’azienda sviluppa anche una propria linea di oggetti per la casa, coordinabili e collezionabili, frutto del lavoro del reparto creativo interno.

All’interno di questo contesto, il ruolo di Sarasso si concentra sulla strutturazione dell’organizzazione e sull’evoluzione dei processi, con l’obiettivo di sostenere la crescita mantenendo coerenza tra identità produttiva e visione industriale. Il suo contributo si esprime nella capacità di accompagnare l’azienda in una fase di sviluppo che richiede equilibrio tra tradizione manifatturiera e nuove esigenze del mercato.

Una visione fondata sulla responsabilità condivisa
Alla base del suo approccio vi è l’idea che il valore emerga quando le persone comprendono il senso del proprio ruolo e il contributo che possono offrire al progetto comune. La crescita viene interpretata come un percorso che richiede attenzione, ascolto e capacità di adattamento, nel quale la leadership assume il compito di creare le condizioni per uno sviluppo ordinato e consapevole.

Vismarcorp riconosce in Andrea Sarasso una figura capace di interpretare con competenza il ruolo ricoperto in Vesta, valorizzando il lavoro svolto e il contributo apportato all’evoluzione dell’azienda.

Di seguito l’intervista.

  1. Qual è stata la sfida digitale più significativa che tu o la tua azienda avete affrontato negli ultimi anni, e come l’avete superata?

Più che una sfida, la digitalizzazione è stata per noi un cambio di paradigma. Implementare tecnologie MES e strumenti di data-analysis d’avanguardia ha richiesto una visione chiara: l’efficienza produttiva passa inevitabilmente dalla maturità digitale delle persone. Abbiamo superato la complessità del passaggio investendo sulla cultura aziendale, convinti che l’eccellenza operativa sia il risultato del perfetto equilibrio tra strumenti innovativi e fattore umano.

  1. Cosa ne pensi delle nuove tecnologie digitali – in particolare dell’AI – e della sua integrazione nei processi aziendali? Quali opportunità credi possa offrire alle imprese e/o quali rischi?

L’AI è una frontiera che va affrontata con un mix di audacia e responsabilità. Il rischio più grande per un’impresa oggi è l’immobilismo o, al contrario, un’integrazione senza una strategia di fondo. Noi scegliamo la strada della ‘lucidità digitale’: utilizziamo l’AI per raffinare i processi produttivi e progettuali, minimizzando le inefficienze. Questo ci permette di recuperare la risorsa più preziosa: il tempo. Tempo che le nostre persone possono dedicare alla strategia e alla cura del dettaglio, garantendo che l’anima della nostra produzione rimanga profondamente umana pur essendo tecnologicamente avanzatissima.

  1. Quali competenze e mindset ritieni fondamentali per guidare con successo la trasformazione verso l’Impresa 4.0? 

Per guidare l’Impresa 4.0, la competenza tecnica non basta; serve una visione trasformativa. Il mindset fondamentale è la curiosità instancabile unita al coraggio di mettere in discussione i modelli del passato. Come leader, il mio compito è fornire una direzione chiara in un mare di dati: la tecnologia ci dà la velocità, ma è la chiarezza di visione a darci la rotta. Dobbiamo essere i primi promotori di un apprendimento continuo, trasformando l’organizzazione in un ecosistema agile dove il cambiamento non è subito, ma governato.

  1. Guardando al futuro, quali tecnologie o trend credi avranno il maggiore impatto sul settore industriale nei prossimi 5 anni? 

L’AI è il motore, ma i valori umani sono il timone. Sebbene l’automazione continuerà a trasformare le fabbriche, prevedo che il successo sarà decretato dalla capacità di rimettere il cliente al centro di un ecosistema trasparente e flessibile. La vera linea di demarcazione nei prossimi cinque anni non sarà definita da quale tecnologia useremo, ma da come la integreremo con l’elemento umano.

  1. C’è un libro, una citazione o un personaggio che ha segnato il tuo percorso da leader, che ti piacerebbe condividere? 

C’è un principio di Henry Ford che guida ogni mia decisione: ‘Che tu creda di farcela o di non farcela, avrai comunque ragione’. È una sintesi perfetta del mio pensiero: il successo non è mai casuale, ma è una costruzione mentale che precede i fatti. Come leader, credo che il mio primo compito sia proiettare una visione vincente affinché diventi una realtà collettiva. Quando un’organizzazione condivide una mentalità orientata al risultato e alla positività, le possibilità di vittoria non si sommano, si moltiplicano. I risultati che otteniamo oggi sono solo la naturale conseguenza di una cultura aziendale che ha già deciso, internamente, di non porsi limiti.

  1. Qual è il consiglio che daresti ai giovani professionisti (o aspiranti imprenditori) che vogliono avvicinarsi al mondo dell’industria digitale?

Il mio consiglio è di non innamorarsi mai della tecnologia fine a se stessa, ma di restare focalizzati sul valore che essa può generare per le persone. Ai giovani dico: siate esperti di strumenti digitali, ma restate maestri di umanità. In un’industria che corre verso l’AI e l’automazione, la vostra capacità di ascolto, la vostra onestà intellettuale e la flessibilità mentale saranno le competenze che vi renderanno insostituibili. E, soprattutto, non abbiate paura di pensare in grande: come diceva Ford, la vittoria è prima di tutto uno stato mentale. Abbiate il coraggio di visualizzare il successo e lavorate con etica e coscienza per costruirlo.

Ringraziamo Andrea Sarasso per aver condiviso il suo percorso e per il lavoro che Vesta sta portando avanti nel contesto della manifattura italiana.

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