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Maura Bentoglio-Chiodoni

Maura Bentoglio-Chiodoni e la direzione comunicativa che sostiene Chiodoni Luigi SA

Il percorso di Maura Bentoglio-Chiodoni mostra come identità aziendale e relazione con il territorio accompagnino l’evoluzione di Chiodoni Luigi SA nel settore delle soluzioni per ambienti di lavoro.

 

Una formazione umanistica che diventa struttura manageriale

Lugano – Maura Bentoglio-Chiodoni, responsabile comunicazione e membro del CdA di Chiodoni Luigi SA, porta nella gestione aziendale una sensibilità maturata attraverso studi umanistici all’Université de Lausanne e anni di attività amministrativa all’interno dell’impresa familiare. La progressiva integrazione della comunicazione nel suo ruolo rafforza l’identità dell’azienda e accompagna la trasformazione delle relazioni con clienti e partner. L’impegno nel territorio, dall’insegnamento volontario alla lunga esperienza istituzionale a Collina d’Oro, aggiunge una dimensione comunitaria che arricchisce la sua lettura dei processi organizzativi.

L’evoluzione dell’azienda tra tecnologia e relazione con il cliente

Chiodoni Luigi SA cresce come realtà capace di integrare arredi professionali e soluzioni informatiche dedicate agli ambienti di lavoro. La presenza consolidata nel mercato ticinese permette all’azienda di interpretare i cambiamenti del settore attraverso una proposta che unisce assistenza e qualità del servizio. L’attività di Bentoglio-Chiodoni nella gestione della comunicazione orienta la costruzione di un’identità che valorizza affidabilità e vicinanza ai bisogni delle imprese.

Una guida che accompagna cambiamento e sviluppo

L’esperienza di Maura Bentoglio-Chiodoni mostra come la comunicazione possa diventare leva per sostenere evoluzioni interne e dialogo con il territorio. La sua direzione contribuisce a consolidare la posizione dell’azienda in un contesto in cui servizi tecnologici e relazione con il cliente procedono in modo sempre più integrato. L’intervista approfondisce questa prospettiva e apre uno sguardo sul ruolo che la comunicazione riveste nella crescita di Chiodoni Luigi SA.

Di seguito l’intervista.

 

  1. Qual è stata la sfida digitale più significativa che tu o la tua azienda avete affrontato negli ultimi anni, e come l’avete superata?

Con un’esperienza consolidata di circa quindici anni, la nostra azienda è specializzata nell’offerta di soluzioni per la digitalizzazione di documenti e processi operativi.

Il nostro focus principale è rivolto alle Piccole e Medie Imprese (PMI) della Svizzera Italiana, realtà caratterizzate da una dimensione aziendale medio-piccola.

L’adozione della digitalizzazione in questo specifico contesto ha richiesto un approccio strategico che andasse oltre la mera implementazione tecnologica. Inizialmente, abbiamo dedicato risorse significative all’attività di informazione e sensibilizzazione culturale. Questo si è reso necessario per superare una diffusa resistenza al cambiamento, spesso manifestata come preconcetto o scetticismo da parte di imprenditori e collaboratori. Tali obiezioni erano tipicamente radicate nella percezione di una potenziale perdita di controllo o di influenza interna, riassunte nel paradigma: “abbiamo sempre operato in questo modo, e il sistema attuale, seppur con margini di miglioramento, risulta funzionale.”

La nostra missione è stata quindi quella di trasformare questa resistenza in consapevolezza, dimostrando in modo tangibile i benefici strategici che la digitalizzazione apporta in termini di efficienza, trasparenza e competitività.

 

  1. Cosa ne pensi delle nuove tecnologie digitali – in particolare dell’AI – e della sua integrazione nei processi aziendali? Quali opportunità credi possa offrire alle imprese e/o quali rischi?

 L’integrazione delle nuove tecnologie digitali e, in particolare, dell’Intelligenza Artificiale (AI), rappresenta un fattore abilitante cruciale per l’ottimizzazione dei flussi di lavoro.

Questi strumenti consentono di automatizzare le attività più ripetitive e a basso valore aggiunto, liberando risorse di tempo che possono essere strategicamente reinvestite. Tale risparmio temporale permette ai professionisti di concentrarsi su mansioni che richiedono maggiore creatività aziendale e che generano un impatto superiore sul valore complessivo, come testimoniato dalla nostra esperienza diretta sul campo.

Tuttavia, l’adozione dell’AI introduce anche una serie di considerazioni e rischi. Per sfruttarne appieno il potenziale, è imprescindibile acquisire e mantenere competenze specifiche adeguate. Questo requisito formativo può rappresentare una barriera, specialmente per coloro che non sono disposti a investire nell’aggiornamento continuo necessario per un utilizzo ottimale e consapevole di queste soluzioni.

 

  1. Quali competenze e mindset ritieni fondamentali per guidare con successo la trasformazione verso l’Impresa 4.0? 

Per guidare con successo la transizione verso il paradigma di Impresa 4.0, ritengo che due qualità umane e manageriali si rivelino assolutamente indispensabili: la volontà di sperimentare e il coraggio di innovare, unite a una spiccata creatività.

Queste attitudini non sono una novità, ma rappresentano l’essenza stessa che ha storicamente contraddistinto lo spirito imprenditoriale (delle attitudini che, come testimonia la storia della nostra azienda, erano già cruciali ai tempi del nostro fondatore).

In un contesto di rapida evoluzione tecnologica, sarà necessario non solo preservare ma anche potenziare in maniera significativa queste qualità per assicurare la competitività e la sostenibilità aziendale nel futuro.

 

  1. Guardando al futuro, quali tecnologie o trend credi avranno il maggiore impatto sul settore industriale nei prossimi 5 anni? 

Guardando al futuro quinquennale, la tecnologia che eserciterà l’impatto più significativo e pervasivo sul settore industriale sarà inequivocabilmente l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale (AI).

Non si tratterà di un’adozione isolata, ma di una sua penetrazione capillare in tutte le aree operative dell’impresa:

    – Processi amministrativi e gestionali: l’AI ottimizzerà la pianificazione strategica, la gestione finanziaria e l’analisi predittiva per il forecasting della domanda e delle risorse. Questo condurrà a decisioni più rapide e basate sui dati.

    – Processi produttivi e operativi: l’AI sarà fondamentale nell’abilitare la vera Industria , migliorando l’efficienza attraverso la manutenzione predittiva, l’ottimizzazione della supply chain e il controllo qualità automatico.

L’integrazione di queste funzionalità trasformerà radicalmente il modello operativo, innalzando i livelli di efficienza, personalizzazione e competitività a livello globale.

 

  1. C’è un libro, una citazione o un personaggio che ha segnato il tuo percorso da leader, che ti piacerebbe condividere? 

Se dovessi individuare una figura che ha plasmato il mio percorso, non sarebbe un personaggio storico o una citazione famosa, ma l’uomo che ha dato vita alla nostra azienda: mio papà Luigi. È lui il mio “personaggio” di riferimento.

Non è solo una questione di legame familiare, ma di profondo rispetto per la sua visione imprenditoriale.

Mio padre ha fondato l’azienda dal nulla, nel lontano 1957. Quello che mi ha sempre colpito di più in lui era il suo intuito incredibile e la sua innata apertura verso il futuro e la tecnologia.

Ricordo bene quando, pur non avendo nessuna competenza informatica specifica, fu tra i primi a introdurre nella Svizzera Italiana le prime stampanti multifunzione, i primi PC… e perfino i leggendari Commodore 64. In un’epoca in cui l’informatica era un mistero per molti, lui ebbe l’intuizione che quegli strumenti avrebbero rivoluzionato per sempre il modo di lavorare.

Quel coraggio di abbracciare ciò che non si conosce e di scommettere sull’innovazione è la lezione più importante che mi ha lasciato. 

 

  1. Qual è il consiglio che daresti ai giovani professionisti (o aspiranti imprenditori) che vogliono avvicinarsi al mondo dell’industria digitale? 

Il consiglio fondamentale che mi sento di dare ai giovani professionisti e agli aspiranti imprenditori che intendono eccellere nel settore dell’industria digitale è quello di adottare una visione olistica e coraggiosa, che trascenda la sola competenza tecnologica.

La chiave del successo futuro risiede nella capacità di integrare strategicamente tre pilastri che saranno sempre più interconnessi:

    – Tecnologie digitali avanzate: dominare gli strumenti e i processi dell’innovazione (AI, automazione, data science).

   –  Sostenibilità: incorporare l’etica e la responsabilità ambientale e sociale nel core business, trasformandole da vincolo a opportunità di crescita.

    – Cultura umanistica e creatività: sfruttare la profondità di pensiero, l’empatia e la creatività – discipline tipiche delle scienze umane – per risolvere problemi complessi e sviluppare soluzioni human-centric.

In sintesi: basare la propria iniziativa sulla creatività e su una visione coraggiosa, coniugando in modo sinergico le tecnologie digitali con i principi di sostenibilità e una solida cultura umanistica. Questa triade è il vero motore per l’innovazione di valore.

 

Ringraziamo Maura Bentoglio per aver condiviso la sua esperienza e rinnoviamo la nostra stima per il lavoro che Chiodoni Luigi SA porta avanti nel panorama imprenditoriale.

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